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PILLOLE DI ANDREA
Andrea nasce a Catel San Giovanni (pc) venerdì 16 agosto 1991 alle ore 11.20.
In sala parto tutti e tre abbiamo sofferto ma alla fine insieme ce l'abbiamo fatta ed eravamo felici; forse Andrea un po' meno di noi perchè urlava come una sirena della croce rossa.
La prima impressione che il mondo esterno ha avuto di Andrea non era entusiasmante!! L'ostetrica appena spuntata la testa ha esclamato :"ha dei bellissimi capelli neri!" in realtà era pelato ma aveva la pelle così scura da assomigliare più ad un pezzo di manzo lessato che ad un essere umano; al riguardo, esauriente, è la prima frase esclamata da Carla mia suocera: "assomiglia tutto ad Alberto" che poi sono io.
Io, coricata sul letto con il mio Andrea sulla pancia, ero la donna più felice della terra; ero emozionata ed euforica, piangevo lacrime di gioia, ero impaurita per il lavoro che mi aspettava ma non vedevo l'ora di andare a casa con i miei due uomini. A casa tra me ed Andrea è nato un feeling perfetto e sin da neonato era dalla mia parte, solidale con me che del resto ero sua mamma.
Il primo sabotaggio nei confronti di suo padre è stato fargli una bella "popo'" liquida addosso.......CHE SODDISFAZIONE............ l'ho ripagato con una doppia razione di poppata!!!!
Più il tempo passava e più Andrea diventava bello, alto, robusto, intelligente, simpatico...... Ai nostri occhi era il ragazzo perfetto anche se purtroppo non glielo abbiamo mai detto, non volevamo che si montasse la testa,,,,
E così il tempo è passato implacabilemente veloce sino alla sera d'ottobre, che nessun genitore dovrebbe vivere, nella quale un medico ti dice che tuo figlio ha una malattia che difficilmente gli darà scampo..... La nostra vita si è fermata...... Tutto è cambiato............ Per sempre!!!
Vorremmo farvi conoscere Andre attraverso un'intervista virtuale; noi cominciamo con le prime dieci domande poi, se volete, continuate voi inviandoci le domande attraverso le mail.
1) i tuoi film preferiti
tutti quelli horror
2) il tuo hobby
playstation
3) mare o montagna
mare
4) sport praticato
pallanuoto
5) ruolo
portire
6) sport preferito
calcio
7) squadra del cuore
torino
8) pizzata o cinema
tutte e due
9) cantante o gruppo musicale
modena city ramblers
10) piatto preferito
anolini, lasagne, patatine fritte |
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| ED ECCO LA NOSTRA MUSA ISPIRATRICE.... |
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| alleghiamo la "LETTERA AD UN AMICO SCONOSCIUTO"
con la quale il nostro ANDRE si è aggiudicato il 2° premio del concorso nazionale IL BAMBINO IN OSPEDALE.
Parma, 21 febbraio 2005.
Caro amico, non conoscendo il tuo nome, ti chiamerò Gabry come il mio compagno di banco che non vedo ormai da alcuni mesi e che mi manca molto.
Questa mattina, vedendo la città imbiancata dalla neve, ho pensato ai paesi caldi e a chi, come te, che abiti in Congo, magari la neve non l’ha mai vista.
Io non ti conosco, ma ti immagino alto, con i capelli ricci e scuri, due enormi occhi neri e molto simpatico.
La mia descrizione te la farò tra un po’ di tempo, adesso non sono proprio nella mia forma migliore.
Di te non so proprio nulla ma mi piace pensarti mentre giochi a calcio a piedi nudi con i tuoi amici o magari, in sella alla tua bicicletta, mentre rincorri qualche bellissimo animale che popola il tuo Paese.
La natura mi affascina forse perché dove abito io non c’è quasi niente di naturale; il cemento ha sostituito i prati e gli alberi, mentre le automobili sono numerose, come da te gli animali.
Mi auguro che ti piaccia il calcio perché io sono un grande appassionato di questo sport che gioco, anzi giocavo spesso con i miei amici; ora mi limito a seguire la mia squadra del cuore, il Torino, dove tra l’altro gioca un tuo connazionale, Mudingay. Lo conosci?
Ho scritto che giocavo perché mi sono ammalato, ho dovuto subire un intervento chirurgico e, in questo periodo frequento più l’ospedale di Parma che i campi di calcio, ma spero di guarire presto per tornare a correre insieme ad un pallone e tanti amici.
Oltre a guarire, penso alla scuola, a quella scuola che prima frequentavo senza tanto entusiasmo e che ora mi manca tantissimo.
Dimenticavo di dirti che a giugno avrò l’esame di licenza, speriamo bene!!!!
Sai che ero portiere della squadra di pallanuoto della mia città?
Conosci la pallanuoto? Spero di sì perché è uno sport molto bello, faticoso ma che ti può dare grandi soddisfazioni.
Mi piacerebbe tanto conoscerti e chissà che il destino non ci riservi qualche bella sorpresa.
Sai ho una gran voglia di giocare, di fare una corsa con te, ma, per ora, accontentiamoci di queste poche righe. In futuro ci cercheremo e, siccome la Terra non è poi così grande, riusciremo a trovarci.
Ciao Gabry, a presto. Ti abbraccio.
Andrea. |
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“Ciao Andrea,
ti parliamo al presente perché nessuno di noi riesce a capire che ora non ci sei più.
Quando ci hanno dato la brutta notizia abbiamo provato un senso di vuoto, è come se il mondo ci fosse crollato addosso.
Tu eri per noi simbolo di vita, l’unico uomo di questa classe…… ora sei il nostro angelo custode, da là in alto ci proteggi, ci aiuterai durante i compiti in classe, tu sarai sempre nei nostri cuori, ogni cosa capiterà, bella o brutta, un pensiero sarà sempre rivolto a te…. Perché non potremmo MAI dimenticarti!
Non scorderemo mai quando leggevi la gazzetta dello sport e ci parlavi del tuo “grande toro” e quando durante le lezioni di ginnastica ci definivi “oche starnazzanti”. Ti sei dimostrato un combattente forte e senza paura e consapevole di quel male che ostacolava la tua splendida vitalità. Ora questo male HA FINITO DI VIVERE, ma TU CONTINUERAI A VIVERE PER SEMPRE NEI NOSTRI CUORI!
Ci mancherai tantissimo, grazie per tutto quello che ci hai insegnato.
Andrea ti vogliamo bene!
LE TUE COMPAGNE DI CLASSE.”
“ciao Andrea,
non riesco ancora a realizzare che tu, piccolo uomo, sia volato in cielo.
Vedi, nella classe sembra essere tuo quel banco vuoto, ma non è così, in realtà, tu sei ancora seduto li, come facevi tutte le mattine quando entravi.
Ho sempre ammirato il tuo modo di fare e, anche se riesco a dirlo solo adesso, l’ho sempre pensato: sei sempre stato sicuro, forte e determinato.
Tu, Andrea sei come il guerriero che con tutte le forze lotta sino alla fine, perché è così che si dovrebbe fare per uscire vincenti, anche se ora non sei più tra noi.
Ora, piccolo angelo, aiuta tutte le persone che ti sono state vicine a superare questa tua lontananza improvvisa che ha colto tutti noi impreparati. Ma so che ora tu puoi proteggerci e portarci sempre appresso, come noi con te!
La tua amica Marta.”
dall'auditorium della CASSA DI RISPARMIO
11 dicembre 2007
L’aula Andrea Di Muzio nella nostra scuola c’è da tempo.
È un’aula nomade, che cambia indirizzo: l’anno scorso era in via Nasolini, secondo piano; quest’anno è in viale Beverora, pianoterra. Cambia anche nome: l’anno scorso si chiamava seconda essebì, quest’anno si chiama terza essebì.
Non ha avuto un battesimo ufficiale, non ha una targa.
Però ha una fotografia, una foto di Andrea al mare, appesa in alto, dietro la cattedra. Chi non ha conosciuto Andrea la guarda e chiede chi è quel bel ragazzo, al mare. E noi gli raccontiamo un pezzo della storia di Andrea, del breve cammino che abbiamo fatto con lui, dei momenti belli trascorsi insieme, della gita a Torino, per esempio, con la sciarpa granata rigorosamente al collo, del suo coraggio.
Sappiamo che è una piccola traccia, troppo piccola rispetto alla mancanza enorme di Andrea.
Però è una piccola traccia che non si cancella.
Una piccola traccia che non si cancella come il fiore che i compagni di Nina De Rose hanno posato ogni giorno sul suo banco vuoto, l’anno scorso.
Siamo molto contenti che adesso l’aula Andrea Di Muzio e l’aula Nina De Rose abbiano un indirizzo ufficiale, un nome ufficiale, una targa, però la foto di Andrea al mare la teniamo noi, almeno fino in quinta: senza ormai ci sentiremmo un po’ persi.
Inoltre, continueranno a esistere anche l’aula Andrea Di Muzio e l’aula Nina De Rose nomadi, senza indirizzo e senza targa, anzi, tante aule Andrea Di Muzio e Nina De Rose nomadi, sparse per il mondo, con una foto appesa in alto, un fiore su un banco, dentro di noi che li abbiamo accompagnati per un pezzetto di strada. |
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